L’olfatto è un senso fondamentale nella nostra vita. Pensate quanto può essere stimolante l’odore di un auto nuova per molti uomini.

Il naso ci serve per distinguere se un alimento è buono o è scaduto e quanti come prima cosa, aperto un vasetto di yogurt o una bottiglia di latte l’annusano per verificarne la bontà?

L’olfatto evoca sensazioni, atmosfere. Arancio e cannella ci ricordano il Natale, i popcorn il cinema. Proprio partendo da questo effetto evocativo alcuni brand hanno incominciato ad utilizzare i profumi come elemento di marketing. Abercrombie & Fitch è forse il più noto precursore di questo utilizzo di marketing olfattivo nei propri negozi.

L’utilizzo degli aromi nelle attività commerciali può essere anche più discreto e servire non tanto per vendere un proprio profumo quanto per creare un’atmosfera, costruire il giusto clima: rilassante in uno studio dentistico, vitalizzante in una palestra, sensuale e floreale in un negozio di intimo femminile. Obiettivi alla portata di mano con la giusta miscelazione di oli naturali o fragranze.

Nuove forme di comunicazione sensoriale

C’era un tempo in cui le campagne pubblicitarie si facevano sui giornali, poi arrivò la televisione ed infine i social network. Ma le forme di comunicazione non si esauriscono tutte nell’ambito dei mass media ed i guru della comunicazione sono alla continua ricerca di nuovi strumenti che sostituiscano quelli già noti ed oggi in declino (spot televisivi, annunci sui giornali). L’overdose di messaggi pubblicitari – secondo numerose ricerche – sta avendo come effetto quello di ridurre l’efficacia dei messaggi stessi sulle persone.

E’ come se il nostro cervello avesse raggiunto il limite di dati pubblicitari elaborati e si rifiutasse di raccoglierne altri.

Da qui nasce l’idea della comunicazione moderna di coinvolgere altri sensi oltre a vista ed udito. Ad oggi non è possibile sfruttare la televisione per emettere odori. Ma vi immaginate quale effetto avrebbe se, parlando di una marca di caffè ne poteste sentire realmente l’aroma? Qualche tentativo di questo tipo è stato fatto in sale cinematografiche con risultati sorprendenti.

Il marketing olfattivo sta assumendo un ruolo crescente nelle strategie aziendali e sempre più brand decidono di darsi una precisa e riconoscibile identità anche su questo fronte.
Diventando parte organica di una assieme fatto da sensazioni luminose, tattili e sonore il profumo contribuisce a creare una esperienza unica per il cliente; grazie alla sua capacità altamente evocativa contribuisce a fissare in maniera indelebile l’esperienza d’acquisto ma aiuta anche a rilassare e predisporre positivamente il cliente.
Oltretutto ci sono ricerche che ci dicono come le persone ricordano il 35% di ciò che annunsano rispetto al 5% di ciò che vedono, al 2% di ciò che sentono e all’1% di ciò che toccano.
Un’identità olfattiva, un “logo profumato” contruìibuiscono in maniera unica a rafforzare la notorietà di un marchio, aumentando la fidelizzazione della clientela ed aggiungendo una percezione di qualità.

  • L’olfatto è senso più importante dopo la vista.

  • L’olfatto è strettamente legato alla memoria.

  • Gli odori rimangono scolpiti nella memoria per sempre

  • I profumi migliorano l’umore

  • I profumi attraggono clienti

  • L’esperienza olfattiva resta impressa nella memoria dei clienti

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